Bill Kaulitz: La fama ha rovinato la mia vita

“ La fama era quello che volevo ottenere sin da quando ero poco più che un bambino. E quando a sedici anni ho capito che con i Tokio Hotel potevo fare il salto di qualità, ho puntato tutto sulla musica e ho rinunciato al resto. È stata una scelta consapevole: i miei compagni e io eravamo disposti a tutto pur di diventare musicisti e conquistare il successo”. Bill Kaulitz, il cantante del gruppo tedesco dei Tokio Hotel, con queste parole descrive tutte le privazioni che lui e il suo gruppo (formato oltre che da lui, da suo fratello gemello Tom, Gustav Schafer e Georg Listing) hanno dovuto “accettare” per diventare famosi: “Non ho una vita privata – ha dichiarato a “DiPiù”- Sono adorato da migliaia di ragazze, ma io non ho una ragazza, anche perché il sesso senza amore non mi interessa. Ho quattro cani, che dormono con me”.
SOLO I VESTITI La libertà che gli è concessa, anche artisticamente, è poca (“Mi piace cambiare spesso capigliatura e anche abbigliamento. Queste sono le uniche cose che posso decidere senza dovermi consultare con l'agente o con la casa discografica. Per ogni altro aspetto della mia vita, dai concerti alle registrazioni dei Cd, devo consultarmi con molte persone”) e gli impegni gli rendono difficile anche incontrare la famiglia: “Siamo stati molto tempo negli Stati Uniti per lavorare al nuovo album: lì infatti hanno le migliori sale di registrazione del mondo. Così vediamo poco anche le nostre famiglie. Ma tutto questo fa parte della nostra scelta di vita: siamo giovani e il successo dei Tokio Hotel viene prima di tutto. Io, mio fratello gemello Tom, Gustav e Georg, gli altri ragazzi del gruppo, abbiamo sacrificato tutto, dalle amicizie all' amore, in nome dei Tokio Hotel e negli ultimi due anni stiamo raccogliendo i frutti del nostro lavoro, ma non abbiamo il tempo di goderceli”.
NON HO TEMPO Bill ha “comprato un'auto di grossa cilindrata, ma l'avrò guidata cinque volte. È come non averla” e non riesce neanche a coltivare la sua passione, il grande schermo: “Inoltre, per me anche una cosa semplice come andare al cinema è diventato un problema: per mesi, molte persone mi hanno detto che “Twilight” è un film bellissimo, ma non riuscivo a trovare il tempo per andare a vederlo. Alla fine, l'ho visto, durante un volo da Berlino a Los Angeles, sullo schermo che si trova sui sedili degli aeroplani che fanno lunghi viaggi”.
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